 |
|
|
|
| 16/08/2010 | - MESSINA, | Scossa alle Eolie |
| Un boato, la terra che trema e una pioggia di massi che comincia a cadere sulla spiaggia affollata di bagnanti. Attimi di panico, poi la corsa verso il mare, verso la salvezza, avvolti da una fitta nube di polvere bianca. E' la sequenza drammatica della forte scossa di terremoto che ha colpito oggi le isole Eolie. Alle 14.54 le isole dell'arcipelago hanno tremato per un interminabile minuto. Nessun ferito, ma tanta paura tra la popolazione, soprattutto a Lipari, dove ci sono state frane e smottamenti. Decine di persone sono fuggite dalla spiaggia di Valle Muria, sotto choc e in preda a crisi di panico; alcuni sono stati costretti a fare ricorso alla Guardia Medica, tanto che in un primo momento si era sparsa la voce di persone rimaste ferite a causa dei crolli. L'epicentro del sisma, secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e' stato in mare, a 19 chilometri di profondita' e a sei chilometri da Lipari. ''Un terremoto superficiale'' - lo definiscono gli esperti - che rappresenta un'anomalia per la zona ''abituata'' a eventi sismici profondi. La scossa, chiaramente avvertita in tutte le Eolie e sulla costa Messinese, non avrebbe causato danni gravi. Lipari l'isola piu' colpita: nel centro del paese qualche cornicione si e' staccato dai palazzi piu' vecchi. A Valle Muria, da una parete a picco sul mare, le rocce sono precipitate sulla spiaggia vulcanica - una delle piu' suggestive delle Eolie - a pochi metri di distanza dalla fila di ombrelloni sul litorale. Per alcune ore si e' temuto il peggio: il sindaco dell'isola, Mariano Bruno, ha istituito un'Unita' di crisi. Due elicotteri del 118 - uno proveniente da Messina, l'altro da Palermo - e alcune ambulanze, allertate dalla Guardia Costiera, hanno raggiunto la zona interessata dagli smottamenti. Ma alla Guardia Medica si sono rivolte solo persone sotto choc per lo spavento, dopo aver visto i massi staccarsi dal costone di roccia. Una settantina di bagnanti sono stati soccorsi da una motovedetta della Guardia Costiera e dal pattugliatore della Guardia di Finanza che scortava il caicco su cui viaggiava il presidente del Senato Renato Schifani, in vacanza a Vulcano. Schifani era vicino alla Grotta del Cavallo; la sua imbarcazione e' stata sfiorata da alcuni massi: ''Ho visto la frana 'in diretta'. Ero a venti metri di distanza'', ha raccontato. Il presidente del Senato e' subito sbarcato nel porto di Lipari per partecipare alla riunione dell'Unita' di crisi istituita dal sindaco di Lipari. A Schifani si sono aggiunti il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che era a Panarea, e il prefetto di Messina Francesco Alecci. Domani mattina volera' sull'isola anche il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso che ha anche consigliato di procedere a una ''mappatura'' delle zone a rischio frane e smottamenti, in modo da interdire il transito nelle aree interessate. ''Si tratta di una misura precauzionale - ha spiegato Schifani - in attesa di un'indagine piu' approfondita. Non vogliamo creare allarmismi, anche perche' siamo nel pieno della stagione turistica, ma nello stesso tempo dobbiamo attivare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l'incolumita' delle persone''. I terremoti non sono una novita' per le Eolie, attraversate da quella stessa faglia che nel 1908 provoco' il disastroso sisma che rase al suolo Messina. Nel mese di agosto sono state sei le scosse sismiche che hanno interessato l'arcipelago compresa quella di oggi, la piu' violenta. E anche la paura di uno tsunami e' tornata a serpeggiare tra gli abitanti delle sette isole, meta di Vip e personaggi del jet set internazionale. Come il 30 dicembre del 2002, quando una gigantesca onda anomala provocata dal crollo di un costone lavico dello Stromboli spazzo' le coste dell'arcipelago, fortunatamente senza provocare danni.
NUOVA SCOSSA IN SERATA - Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 2.1, e' stata registrata alle 21,40 al largo delle Eolie, ad una profondita' di 12 km. L'epicentro e' stato localizzato dai sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia all'incirca nella stessa zona dove oggi, alle 14,54, si era registrato un altro sisma di magnitudo 4.5. La scossa non e' stata avvertita dalla popolazione. (ANSA - 16/08/2010) |
|
|
|
|
|
|
.news
|
|
|
|
| 17/08/2010 | - USA, | Oracle/Google |
|
| Google, visionata la causa depositata nei suoi confronti da Oracle per il presunto utilizzo senza licenze di tecnologie relative alla piattaforma Java, ha fornito una prima risposta ufficiale: sottolineando le conseguenze della vicenda per l'open source. "Siamo dispiaciuti che Oracle abbia deciso di attaccare sia Google che la comunità open source di Java con questa causa senza fondamento" recita la nota.
Nel breve comunicato (in cui open source viene nominato 3 volte) Google si fa vero e proprio paladino della community della piattaforma trasversale: "Continueremo a difendere gli standard open source e a lavorare con il settore per sviluppare Android". D'altronde il primo messaggio che sembra essere arrivato forte e chiaro alla comunità open source è che Oracle non è Sun: il nuovo proprietario dei diritti su Java sembra decisamente ostile, per così dire, alla vena generosa dimostrata in precedenza dall'azienda di Santa Clara.
Non tutti gli osservatori, tuttavia, concordano: alcuni hanno visto nell'offensiva quello che anche Sun avrebbe fatto se avesse avuto le risorse necessarie a finanziare un'agguerrita battaglia legale. Non si sta parlando, tuttavia, della fondatezza della causa, ma del mutato atteggiamento di Oracle che presenta strategie quasi opposte rispetto a Sun, e a come potrà questo influire sulla comunità che lavora con Java. Visto il rilancio che rappresenta la piattaforma di Android per Java, inoltre, l'ostilità di Oracle sembra almeno in parte controproducente. |
|
|
......................................... |
| 04/08/2010 | - CANADA, | Blackberry |
|
| La tecnologia Blackberry fa paura ai governi del Golfo e ora anche all'India: l'impossibilità di intercettare e decodificare le comunicazioni personali grazie alla tecnologia messa a punto dall'azienda canadese Rim sta portando a una serie di atti censori da parte delle istituzioni locali. L'Arabia Saudita ha chiesto la sospensione dei servizi di comunicazione mobile specifici degli smartphone Blackberry, attraverso il blocco delle connessioni a livello di operatore telefonico, dal 6 agosto 2010. Il motivo ufficiale sta nella non conformità dei servizi Blackberry alle disposizioni in materia di comunicazione elettronica, secondo le autorità locali. A rischio ci sarebbe la sicurezza nazionale, a causa del peculiare sistema di gestione della rete dei palmari Blackberry. Il controllo diretto della rete di comunicazione è infatti totalmente di Rim, mentre per gli altri smartphone, che siano Nokia o Apple, il problema non esiste. L'annuncio del blocco nel regno Saudita segue quello degli Emirati Arabi Uniti, che ha bloccato i servizi Blackberry lo scorso 11 ottobre. |
|
|
......................................... |
| 08/07/2010 | - USA, | iPhone 4 |
|
| Google.cn, che, dal marzo scorso, era stato definitivamente oscurato in Cina e che Google aveva automaticamente reindirizzato a un sito di Hong Kong, è di nuovo disponibile on-line.
Da ieri sera, gli utenti possono di nuovo accedere al link cinese per eseguire ricerche di prodotti e musica, e per utilizzare il servizio di traduzione disponibile sulla pagina.
I servizi disponibili sul sito sono affetti da alcune forme di limitazione, grazie alle imposizioni della censura, che ha deciso di mantenere diverse prerogative di visualizzazione su aree definite strategiche dal governo, come le news e i contenuti multimediali.
Google, con l'amaro in bocca, ha dovuto accettare le condizioni che rappresentano un compromesso tra le richieste del governo cinese e la politica della società, la quale da sempre ha adottato il principio della non censura sui contenuti individuati attraverso il proprio motore di ricerca.
Il governo cinese ha richiesto, per poter rinnovare la licenza, che Google interrompa il servizio di redirecting automatico al sito di Hong Kong che, comunque, resta aperto e funzionante per chiunque decida di accedervi in maniera diretta.
In un comunicato ufficiale, Google ha espresso soddisfazione (pur se a denti stretti) per l'accordo raggiunto, augurandosi che una più avanzata distensione consenta un miglioramento dei servizi disponibili. |
|
 |
|